Repertorio di inventari, di cataloghi
e di liste di manoscritti
appartenuti a biblioteche medievali
(Occidente latino, secoli VIII-XV).

(RICABIM)

 

Obiettivo primario della ricerca RICABIM è la creazione di un repertorio di cataloghi, inventari e di qualsiasi altra fonte documentaria originale e diretta (la tipologia in esame comprende anche materiale archivistico come ad esempio testamenti, donazioni, atti di vendita e di confisca, scambi, prestiti, 'taxationes', atti processuali, registri contabili, liste di lettura, quietanze) contenenti riferimento immediato a manoscritti anticamente posseduti o sotto forma di catalogo dettagliato o di semplice lista o di enumerazione sommaria degli stessi, purché antecedenti al 1500 e senza limiti geografici in seno all'Occidente latino.

È bene precisare che il progetto prende in considerazione solo documenti editi (integralmente o parzialmente) o comunque di cui si dà notizia o descrizione, anche se sommarie; naturalmente l'inedito è destinato a restare escluso dal censimento in atto. Come si può immaginare, la quantità di dati sinora raccolti è assai vasta ed è destinata ad accrescersi col progredire delle ricerche. È stato già portato a termine lo spoglio sistematico delle maggiori raccolte di cataloghi medievali, prendendo come punto di riferimento l'unico repertorio 'universale' finora esistente: T. Gottlieb, Über mittelalterliche Bibliotheken, Leipzig 1890.

A questa fase preliminare ha seguito la raccolta di informazioni attinte via via da pubblicazioni monografiche e da singoli contributi apparsi in riviste specializzate. In termini quantitativi il risultato attuale è il seguente: sono già disponibili oltre 11.200 regesti di liste medievali di codici (il libro di Gottlieb ne contiene 1391); essi sono il risultato del lavoro svolto su oltre 300 contributi bibliografici; altrettanti sono quelli raccolti ed ora in attesa di uno spoglio dal quale sicuramente è possibile ottenere nuovi dati, incrementare quanto già raccolto o correggerlo ove si renderà necessario. Conclusa questa prima fase, sarà avviato il lavoro di inserimento dei dati disponibili in un apposito data-base, costruito in modo tale da consentire in maniera rapida il recupero degli stessi, le eventuali integrazioni, per passare poi all'ultima fase, forse la più delicata per un repertorio di ampie dimensioni, ossia il processo di indicizzazione. 

Dal punto di vista metodologico la ricerca è stata condotta tenendo conto non solo del singolo dato bibliografico, ma anche della tipologia documentaria, dei modelli descrittivi del libro antico, dei dati storici, che consentono di individuare all'interno di ben precise coordinate spazio-temporali il singolo documento, come pure della circolazione e diffusione delle opere sia di autori medievali che di autori classici, per i quali spesso la consultazione di una qualsiasi lista di codici si rivela illuminante.

Un repertorio come questo è di fatto indispensabile per chi vorrà procedere, seguendo l'esempio dei colleghi medievalisti d'oltralpe, alla pubblicazione di un corpus dei cataloghi medievali, magari ripartito per singole regioni, in grado di riunire tutte le liste di manoscritti finora note (soprattutto per l'Italia o l'area iberica si avverte la mancanza di un'opera siffatta).

 

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