FONDAZIONE EZIO FRANCESCHINI

FONDO GIANFRANCO CONTINI

 

 

 

Progetto “Lirica italiana delle Origini” (LIO)

 

Incipit

Autore/Editore

 

 

 

 

 

Introduzione all’incipitario

 

L'incipitario LIO, qui consultabile in versione ridotta, è stato pubblicato in CD-ROM nel 2005: LIO-ITS. Repertorio della lirica italiana delle Origini. Incipitario dei testi a stampa (secoli XIII-XVI) su CD-ROM, a cura di Lino Leonardi e Giuseppe Marrani, Firenze, Edizioni del Galluzzo, 2005, e vuol costituire un primo punto di riferimento per la schedatura di componimenti poetici da manoscritti. Contribuirà cioè a dare l'identificazione ai singoli testi come richiesto nel campo 25 della scheda ms.

L'incipitario LIO deriva principalmente dalla fusione di due banche dati: l'incipitario dei testi poetici contenuti nella banca dati dell'Opera del Vocabolario Italiano (OVI), curato da Valentina Pollidori, che comprende testi composti entro il sec. XIV, e l'incipitario di ciascuna delle opere poetiche riunite nel CD-rom Archivio della Tradizione Lirica da Petrarca a Marino, a cura di A. Quondam e E. Picchi, Lexis Progetti Editoriali, 1997 (ATL). Si è avuto successivamente cura di aggiungere incipit di altre poesie non incluse in OVI+ATL, ponendo particolare attenzione ai testi di primario interesse per il repertorio LIO in costituzione, ossia a testi dei secc. XIII-XIV.

Ne è derivato un incipitario di oltre 46.000 voci, esteso, quanto alla poesia dei primi secoli, ad un considerevole numero di testi anche anonimi o di autori minimamente attestati, al limite dell'esaustività, mentre meno sistematico è l'elenco per autori e testi dei secc. XV-XVI.

Ciascuna voce dell'incipitario è stata ripartita in due caselle secondo il seguente modello

 

Incipit

Autore + [sigla autore] + sigla ed. + n° comp. o pag.

 

Ad es.

 

Ahi lasso or è stagion de doler tanto

Guittone d'Arezzo [GuAr], Contini 1960  canz. 4

Alegramente e con grande baldanza

Arrigo da Castiglia [ArCa], Di Benedetto 1956  p. 208

 

Le sigle degli autori (o degli intonatori, nel caso di testi per musica) sono limitate all'ambito di interesse LIO, ossia agli autori dei secc. XIII-XIV. Anche la bibliografia è citata in sigle.

L'ordine alfabetico degli incipit è quello generato automaticamente dal software, che non segue l'ordine assoluto delle lettere ma conta come caratteri anche gli spazi bianchi e i segni speciali (ad es. Amor fra l'erbe... precede Amore fue..., al[l]or precede alcun, allor etc.). La punteggiatura è stata eliminata.

Nei casi in cui un testo compaia in più d'una delle edizioni incluse dall'incipitario (rime di corrispondenza, di attribuzione contesa, presenti in diverse edizioni del medesimo autore e sim.), si riporta un'indicazione bibliografica multipla disposta in ordine cronologico e con eventuale segnalazione delle diverse paternità (i molteplici riferimenti bibliografici sono distinti da ;). Il testo seguito per l'incipit in questi casi è di norma quello dell'edizione più autorevole o comunque di quella più recente. Si sono comunque in non pochi casi mantenuti distinti incipit provenienti da edizioni o antologie diverse che, per quanto simili, non abbiano assoluta identità di lezione, preferendo rischiare la sovrabbondanza di dati (che può casomai facilitare l'identificazione) che confondere sotto un unico autore testi in realtà ben differenti. Le rime dantesche che nell'edizione nazionale curata da D. De Robertis (Firenze, Le Lettere, 2002) figurano come 1a redazione sono contraddistinte da *.

L'incipitario resta comunque uno strumento di lavoro di mero riferimento, una raccolta di dati che non presuppone, com'è comprensibile, un accertamento dei problemi ecdotici e critici di ciascuno dei testi raccolti, né si propone l'indicazione, testo per testo, dell'edizione critica ottimale. Scopo principale è fornire almeno un'edizione a stampa dove ciascun testo compaia, una tappa, la più significativa possibile e la più utile ai fini del repertorio, della sua storia editoriale.